UN LIBRO IN SEI DOMANDE
CuraLenta

CuraLenta

Eccoci nuovamente con UN LIBRO IN SEI DOMANDE!
Scegliamo libri significativi che trattano di anziani e di problematiche ad essi collegate e chiederemo agli autori di presentare la propria opera rispondendo brevemente a sei semplici domande, sempre le stesse, che possano dare un’idea del loro lavoro.
Creare cultura sul mondo degli anziani, delle persone affette da demenza e di chi si prende cura di loro passa anche dal tempo dedicato a leggere, studiare, approfondire tanta ricchezza che già esiste, senza fermarsi a slogan superficiali o a esperienze soltanto emotive.

Prendersi cura di una persona anziana è un’arte che richiede predisposizione e molta competenza.
Molte volte si corre il rischio di dimenticare le specificità della persona che abbiamo davanti, tutti presi dall’organizzazione e dalla ricerca di efficienza. Prendersi cura di un anziano, però, ha delle specificità ineludibili e ogni persona avrà esigenze e ritmi diversi, tanto in RSA quanto al domicilio.
pert questo credo sia prezioso il contributo del libro che proponiamo oggi, “CURA LENTA. Un nuovo tempo per la demenza e l’assistenza in RSA”, scritto da Fabrizio Cavanna, filosofo ed educatore, professore a contratto presso l’Università di Torino e già direttore di numerose RSA, e Paola Borio, psicologa e formatrice con esperienza nel campo degli anziani ricoverati e delle persone affette da demenza.
E’ proprio Paola che risponde alle nostre sei domande per accompagnarci a scoprire questo libro.

  • 1. PERCHÈ AVETE SCRITTO QUESTO LIBRO?
    Perchè mi sono resa conto che l’assistenza attualmente erogata nelle strutture non è quella che gli anziani si meritano e perché quelle che comunemente chiamiamo “case di riposo” non riescono ad offrire ai loro ospiti quel giusto “riposo” che dovrebbe caratterizzarle. Le RSA sono contenitori di cristalli dove si cura e ci si prende cura della fragilità (Trabucchi), dove si deve mettere la persona al centro, senza soffermarsi sulle sue mancanze e sulle sue difficoltà, ma mettendoci in ascolto per accoglierla.
  • 2. PER CHI AVETE SCRITTO QUESTO LIBRO?
    Per me CuraLenta vuole essere una nuova filosofia di cura, un nuovo approccio all’anziano, pertanto la si può applicare sia in RSA – quindi può diventare una valido supporto per gli operatori – ma anche al domicilio e può quindi fornire spunti utili per il caregiver, i familiari e per tutti coloro che si prendono cura di un anziano non ancora istituzionalizzato.
  • 3. CHE COSA POTREBBE INVOGLIARE UN POTENZIALE LETTORE A LEGGERLO OGGI STESSO?
    La stessa ragione che ha invogliato me a scriverlo: la voglia di cambiamento, la voglia, il desiderio, il sogno di riuscire ad umanizzare le cure, di riuscire a prendersi veramente cura delle persone che ci vengono affidate nel rispetto del loro essere persona, nonostante i deficit, per poter restituire loro quella dignità che la malattia ha inesorabilmente rubato.
  • 4. CHE COSA TEMI CHE NON POSSA ESSERE CAPITO FINO IN FONDO PERCHÉ MOLTO INNOVATIVO O INUSUALE?
    Si va ad intaccare un sistema di turni e minutaggi ormai consolidato e, anche se lo si riconosce poco funzionale, cambiarlo fa paura, ci spaventa uscire da quella confort zone. Ma lo dobbiamo fare per cercare di ridare valore a quel tempo che non è fatto solo di minutaggi e di procedure standardizzate e far sì che diventi un tempo “ritagliato su misura” per ognuno dei nostri ospiti.
  • 5. FRA DIECI ANNI TI FAREBBE PIACERE SE QUALCUNO CHE HA LETTO IL LIBRO DICESSE…
    “Ero scettico, ma ci ho creduto, ho provato… ed effettivamente si è venuto a creare un clima lavorativo migliore, fatto da un tempo condiviso e “dilatato”, dal quale sia gli ospiti che gli operatori hanno potuto trarre beneficio.”
  • 6. UNA CITAZIONE DAL LIBRO CHE RITENETE MOLTO SIGNIFICATIVA:
    L’anziano affetto da demenza non fa ragionamenti complessi e non è nemmeno in grado di capire, ma è in grado di “sentire” ciò che passa nella relazione durante la comunicazione… per cui non basta dare all’anziano quello che si ha (tempo e disponibilità) ma gli si deve offrire quello che si è dentro (sorriso, simpatia, forza morale e pazienza)… perché c’è più amore nel dare con generosità che ricevere… far del bene agli altri fa star bene con se stessi… e permettimi di finire con una citazione, tratta dal Film Patch Adams in cui credo molto: “Se si cura una malattia si vince o si perde, se si cura una persona, vi garantisco che in quel caso, si vince sempre qualunque esito abbia la terapia!”

Titolo: Cura Lenta. Un nuovo tempo per la demenza e l’assistenza in RSA
Autori: Fabrizio Cavanna e Paola Borio
Editore: Editrice Dapero

Disponibile online a questo link: https://www.editricedapero.it/prodotto/cura-lenta/